Scuole a rischio per inquinanti indoor

Secondo il rapporto del ‘Progetto Ccm' (Indoor School) condotto su 248 scuole italiane e presentato al Ministero della Salute solo 4 hanno un protocollo scritto sugli inquinanti. Ma a rischio anche lavagne con gesso, tendaggi e mensole.

È noto che l’inquinamento indoor rappresenta la principale causa di decesso legata all’ambiente e aumenta il rischio di malattie respiratorie a livello globale, nonché di allergie e/o asma.

Il Progetto ‘Ccm Indoor-School’.

Il Progetto Ccm Indoor-School, che è durato tre anni e mezzo, consiste in una vasta iniziativa europea finanziata dalla Commissione UE a cui ha aderito anche il nostro Ministero della Salute, con 248 strutture scolastiche sparse sul territorio.

L’obiettivo generale del progetto è stato quello di sensibilizzare l’opinione dei decisori, a livello di autorità nazionali e locali, verso azioni coordinate volte al miglioramento della qualità dell’aria indoor nelle scuole italiane.

In generale, sono stati ‘misurati’ i fattori di rischio relativi alla qualità dell’aria all’interno degli edifici scolastici nonché la conoscenza e l’attuazione delle norme relative alla prevenzione, alla gestione e alla valutazione dei problemi relativi alla qualità dell’aria indoor; è stata inoltre effettuata la disseminazione dei risultati e la verifica di tale disseminazione e dell’implementazione.

La qualità dell’aria indoor nelle scuole.

Il progetto ha evidenziato che l’inquinamento indoor rappresenta la principale causa di decesso legata all’ambiente e aumenta il rischio di malattie respiratorie a livello globale, nonché di allergie e/o asma.

Una prima verifica ha stabilito che il 91% non ha un programma scritto per gestire un attacco d’asma e solo 4 scuole (l’1,6% del totale) possiedono un protocollo scritto per mantenere una buona qualità dell’aria all’interno dell’edificio scolastico per l’anidride carbonica, polveri sottili, muffe, formaldeide, radon, amianto, ecc.. Sotto accusa di superare i limiti stabiliti vi sono alcuni inquinanti irritanti, quali l’anidride carbonica, le polveri sottili, il biossido di azoto, e talvolta il toluene e gli xileni. Tali composti possono aumentare il rischio di attacchi di asma o allergici. Tuttavia, è importante sottolineare che la presenza di allergeni (da acari, animali domestici, muffe e scarafaggi) non supera la soglia ufficiale del rischio di sviluppare una sensibilizzazione.

Tra le attrezzature che rappresentano alcune delle principali fonti di inquinamento indoor ci sono le lavagne con gesso seguite da tendaggi e mensole nonché materiali per attività artistiche come solventi o vernici. Macchie di umidità e muffe su pareti e soffitti sono presenti in maniera ricorrente nel 50% delle classi italiane, mentre le polveri soprattutto nelle palestre. Inoltre, le scuole si trovano per lo più in luoghi trafficati, nei quali l’esposizione ad inquinanti è medio-alta ed un ruolo importante va anche alla gestione delle pulizie: in particolare la maggior parte delle scuole ha protocolli operativi (scritti o non scritti), anche se in alcuni casi questi sono poco controllabili in quanto le pulizie sono affidate a ditte esterne.

Asma e qualità dell’aria a scuola: la conoscenza dell’argomento.

Riguardo alla qualità dell’aria indoor, i dati emersi dal Progetto sottolineano che è necessario promuovere interventi formativi sull’argomento considerato che molti Dirigenti non hanno preso parte a corsi di formazione rivolti al personale scolastico da parte del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl negli ultimi anni (solo il 7,7% delle scuole ha previsto interventi in materia di allergie ed asma). Per contro quasi tutti sono informati sulla legge sul divieto di fumo.

In molti casi manca un protocollo scritto sulla qualità dell'aria indoor mentre alcuni dichiarano di mettere in atto norme mirate anche se non esiste un protocollo scritto.

La sensibilizzazione al problema, ha fatto sì che si siano molto interessati al problema, ritenendo la qualità dell’aria indoor una questione importante su cui intervenire.

22/01/2018

Salubrità, ambiente